jeudi 8 décembre 2011

20 novembre – Il pranzo della domenica

UN BACIO
“A chi più amiamo, meno dire sappiamo.”
Stamattina, sono entrata nella cucina circa le undici, così come tutte le mattine, còn la mia pigiama, un scaricatore di ragazzina argentina, un gilè di cachemire ed le pantofole comprate dal mercato per tre euro.

Stamattina, la stufa, nel fondo della cucina, ci riscalda.

Nel forno, già, reposa la parmigiana promessa il giorno scorso, ma anche il pollo ed i deliziosi macharoni al forno.

Nando è felice. Non ha più fumato da cinque giorni.

Quando torno dalla passagiata con Aaron, Nando ha mezo la tavola nella cucina : « La domenica, si mangia nella cucina, vicino a la stuffa. » Ha mezo tre piati, uno per lui, uno per Valerio ed uno per me. Ha acceso una candela.

Valerio sta cucinando la bruschetta cotta a la legna, sulla stuffa, la vera bruschetta, sulla quale gratto l'aglio fresco e verso l'olio di oliva… Ma non è l’olio del Tesco di Londra, quella è l’olio dell’Umbria… Fresca, potente, odorosa, ottima!

« Qui, è la bruschetta che si mangia nel asilo. » Dice Nando, molto fiero.

Dopo dei tre piati, abiamo magiato le castagne cotte sulla stuffa. Mangiare, mangiare anchora…

«  Oggi è la domenica, faciamo la festa! Proclama Nando.
Chi festeggiamo? Ché cosa festeggiamo?
Boh...? Valerio.
Ok, va bene. »

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