jeudi 8 décembre 2011

20 novembre – Partire Solo

Dopo la clase a Via d’Aviola, Nando mi ha portato a mangiare a i « 4 Pasi » in centro di Perugia.
Lui a mangiato la caprese, io i gnocchi a la gorgonzola ed al speck… Buooono… Nando vuole vedere io mangiare, approfittare: ordine al camarero un tiramisu per me. Non poso più mangiare, non poso più... Ma era buono, questo tiramisu

Ma Nando non mi aiuta : fra tre giorni, va all'ospedale per fare un test. va all'ospedale affinché si verifica se le arterie, o le vene - non ho capito bene - devono essere operati. Un test che avrebbe dovuto fare sei mesi fa. Un ano fa, il dottore gli ha raccomandato di smettere di fumare e di mangiare zuccherificio e cibo grasso. Che cosa ha fatto? Si è rimpinzato e ha fumato.

Adesso Nando mi guarda e mi dice: « Poi sei arrivata. Mi hai fatto capire ché la vita è bella. Non avevo incontrato mai qualcuno che ha un sogno. Qualcuno che mi comprende… Sì, mia madre, forse… Lei mi avevo detto di seguire sempre il mio cuore. »


Il 23 novembre, Nando vuole essere solo. Mi dà due spiegazioni.
La prima : « Quando nasci, sei solo, ti separa dal ventre di tua madre. Ci sono dei momenti nella vita che si vive solo. »
La seconda : « Sono, per i miei figli, un simbolo della forza. Non voglio che mi vedano crollarmi. Devo restare loro padre, quello padre che hanno conosciuto. Forte. »


Lettera da un padre al figlio

 

Siamo tornati al parcheggio. Nando richiude il cofano che sembra essere stato sollevato. Mi sono appena seduta nella machina quando Nando mi chiede di prendere le mie borse e di andare ad aspettarlo più lontano, all'angolo della via. 
« Ma perché?
Ti spiegherò più tardi. »
Ubbidisco. Si avvia l'automobile e viene a prendermi.
« … Ja! Non sono pazzo! … Volevo sentire come sarebbe partire solo… Se c’era un rischio... »

Affrontando la vita, affrontando la morte, rimasto muta…

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